CACTACEE STRAODINARIE – Echinocactus grusonii

ECHINOCACTUS GRUSONII

Nome comune: Pianta barile d’oro, cuscino della suocera

Famiglia. cactacee

Distibuzione e habitat: Originario delle zone aride del Messico e degli Stati Uniti mmeridionali ha il suo habitat negli altipiani aridi.

Di forma GLOBOSA puo assumere forma COLONNARE negli esemplari di molti anni. Ha la suerficie persorsa da vistose costolature coperte da areole su cui si innsetano grandi spine gialle appuntite.
Va preferibilmente coltivato a terra dove può espandersi liberamente. Se coltivato  in vaso possono passare anche 40 anni prima della fioritura.

COME TRAVASARE IL GRUSONE
Usare un vaso di coccio basso del diamentro di poso superiore alla larghezza del fusto. Prima di mettere il terriccio coprire il foro  con  frammenti di coccio e argilla espansa. Per non pungersi, utilizzare un giornale  o un telo  ripiegaato.

 

 

 

SENECIO ROWLEYANUS

 

 

 

SENECIO ROWLEYANUS
(Pianta del rosario)

Originaria dell’Africa meridionale è una pianta molto decorativa, in particolare quando viene viene coltivata in cesti sospesi.
I suoi piccoli lunghi rami su cui si collocano piccole foglie sferiche la fanno rassomigliare ad una collana o ad una tenda di perle.
Ecco una pianta grassa di facile coltivazione , originale, insolita da poter coltivare in casa.

La pianta della collana di perle viene coltivata in un substrato ben drenato e moderatamente fertile come un terriccio “speciale per cactus” o una miscela di terra / pozzolana / sabbia grossolana per terzi. Una pianta che è angusta nel suo vaso verrà rinvasata in primavera in una sospensione di diametro leggermente maggiore.
Come la maggior parte delle piante grasse, Rowley’s Groundsel apprezza la luce intensa e alcune ore di luce solare diretta ogni giorno. Una mancanza di luce fa appassire gli steli.

 

KALANCHOE BLOSSFELDIANA

Acquistata stamane in un’uggiosa mattinata di pioggia al mercatino settimanale. ??????

La kalanchoe blossfeldiana è una piccola pianta perenne che raggiunge i 30 centimetri d’altezza, caratterizzata da grandi foglie carnose , di colore verde lucente e dal margine dentellato. L’infiorescenza, dalla forma tondeggiante, si presenta con molti fiori piccoli e colorati nelle tonalità più variegate: dal bianco al giallo al rosso passando per l’arancio e il rosato fino al viola.

Pianta di semplice coltivazione, lla Kalanchoe blossfeldiana si adatta bene agli ambienti interni , ma puo essere collocata su un balcone o in giardino in zona semi-ombreggiata.
Fiorisce in primavera ed è una pianta BREVIDIURNA che nnecessita di circa 14 ore di buio per fiorire .

Vediamo insieme qualche consiglio per coltivare nel migliore dei modi la kalanchoe blossfeldiana, in vaso o magari anche in giardino.

Kalanchoe, tipi di terreno

La K. sopporta bene periodo di siccità mentre teme molto i ristagni d’acqua
Predilige il terreno sciolto, ricco di torba e ben drenato. Quindi va benissimo il comune terriccio per le piante grasse, purché si abbia l’accortezza di integrarlo con inerti quali ghiaia e sabbia di fiume.

Esposizione della kalanchoe

La kalanchoe è una pianta che ha bisogno di sole, ma nella stagione calda è preferibile che venga sottoposta all’azione diretta dei raggi solari solo per qualche ora al giorno, oppure sia collocata in una posizione di ombra luminosa.

In ogni caso, qualora sia costantemente esposta al sole, la kalanchoe non è soggetta a bruciature, ma per questa piantina la modalità ottimale di ricezione della luce solare si ottiene variando l’esposizione in funzione delle stagioni.

In primavera e in estate, è preferibile un’esposizione a est o ovest, mentre da novembre a marzo conviene spostare la kalanchoe in posizione riparata dai venti e in pieno sole, cioè a sud.

Se decidete di coltivarla in giardino, l’esposizione ideale è in pieno sole o a mezz’ombra luminosa. Inoltre,a meno che non abitiate in zone particolarmente calde, con l’arrivo dell’autunno e dei primi freddi, è opportuno spostare la piantina in una serra o dentro casa.

Quando la temperatura esterna si attesta stabilmente al di sotto dei 10 gradi, è preferibile trasportare le piantine in un luogo riparato, perché la kalanchoe soffre il freddo e potrebbe morirne.
Kalanchoe, annaffiatura

Come detto, la kalanchoe tollera bene la siccità e non ha bisogno di molta acqua. In estate va annaffiata ogni 2 giorni, accertandosi prima che il terreno sia effettivamente asciutto. D’inverno invece va annaffiata una volta a settimana, a volte anche ogni 15 giorni. Più le temperature sono rigide, minore è la necessità idrica della pianta.

La kalannchoe prospera bene in un ambiente con temperature tra i 15 e i 22 gradi. Come detto, va in sofferenza al di sotto dei 10 gradi, mentre perisce se le temperature scendono sotto i 5 gradi.
Concimazione della kalanchoe

In primavera ed estate, la concimatura va eseguita due volte al mese con dosi dimezzate rispetto a quelle consigliate dalla casa di produzione del fertilizzante.In inverno invece le concimazioni vanno sospese.
kalanchoe vaso

Kalanchoe, potatura

Questa pianta non necessita di una vera e propria potatura. È sufficiente eliminare le foglie secche e gli apici vegetativi, sia per prevenire eventuali malattie, sia per mantenere il portamento rigoglioso e la gradevole fioritura.

Kalanchoe, rinvaso

Questa pianta va rinvasata ogni anno, preferibilmente ad aprile, una volta terminata la fioritura. Si raccomanda l’utilizzo di un terriccio per cactus cui bisogna aggiungere della sabbia di fiume per favorire il drenaggio dell’acqua.

Inoltre, al fine di consentire il deflusso dell’acqua in eccesso, sul fondo del vaso vanno posizionate della ghiaia e un po’ di argilla espansa.

I ristagni idrici, così nocivi per la pianta, possono essere prevenuti anche attraverso l’utilizzo di un vaso di terracotta, che favorisce la traspirazione della terra, contribuendo all’evaporazione dell’acqua in eccesso.
Kalanchoe, avversità

L’aspetto avvizzito della pianta e le foglie mollicce sono chiari sintomi di un eccesso d ‘acqua. In questo caso, occorre sospendere le annaffiature, asciugando il terriccio e le radici.

In presenza di macchie sulle foglie invece potremmo trovarci di fronte a un attacco di cocciniglia. Per eliminare questo parassita, si può usare un batuffolo di cotone imbevuto nell’alcol, oppure si può lavare delicatamente la pianta con acqua e sapone neutro, strofinando con una spugna per eliminare l’insetto indesiderato.
Moltiplicazione della kalanchoe

La moltiplicazione può avvenire in 2 modi: per seme e per talea. I semi possono essere raccolti nei pressi dei fiori secchi interrandoli in un substrato per cactus mescolato a sabbia di fiume, nel periodo compreso tra febbraio e aprile.

Il semenzaio va tenuto all’ombra, cercando di mantenere la temperatura intorno ai 20-21 gradi e l’umidità costante attraverso l’uso di un nebulizzatore. In attesa della germinazione,il terriccio dev’essere ricoperto con un foglio di plastica, al fine di garantire una temperatura adeguata e la necessaria umidità.

A germinazione avvenuta, si toglie il foglio di plastica e si fa una cernita delle piantine, eliminando le più deboli. Dopo un po’, appena le kalanchoe saranno più grandi, potremo trapiantarle in vaso.

La moltiplicazione per talea si effettua tagliando dal fusto uno spezzone di circa 8-10 centimetri, privo di fiori o boccioli fioriti.La parte recisa viene fatta asciugare per un paio di giorni ed eventualmente trattata con ormoni che favoriscano la radicazione.

Poi gli spezzoni vengono interrati in un substrato composto da terriccio per cactus mescolato a sabbia. Il vaso va posto in una zona a temperatura costante di circa 20-21 gradi, ricoprendolo con un telo di plastica per mantenere l’umidità.

Si consiglia di sollevare ogni giorno il telo per verificare il grado di umidità e rimuovere l’eventuale condensa. La comparsa dei germogli, indica che la talea ha attecchito.

A quel punto, potremo trapiantarla in un altro vaso e trattarla come una pianta adulta
Proprietà della kalanchoe

Alcune specie di kalanchoe sono dotate di virtù terapeutiche e vengono utilizzate a scopi officinali dalla medicina popolare di alcune aree del pianeta. Soprattutto le popolazioni di Asia, Africa e America latina impiegano le foglie di questa pianta sia internamente che esternamente a scopo curativo. La principali varietà utilizzate a scopo terapeutico sono : Kalanchoe daigremontiana, Kalanchoe pinnata e Kalanchoe gastonis-bonneri.

Numerosi i disturbi curati con le foglie di Kalanchoe : infezioni, reumatismi, ipertensione, calcoli renali, malattie psichiche, ma anche lesioni e danni cellulari e perfino il cancro.

Le foglie possono essere impiegate sia esternamente ad uso topico, applicate direttamente sulla parte da trattare sia ad uso interno, consumate crude o utilizzate nella preparazione di impasti e decotti.

In ogni caso la dose massima consigliata è di circa 30 grammi di foglie fresche al giorno, da non assumere per periodi prolungati. Le foglie di kalanchoe ,inoltre, sono controindicate per le donne in gravidanza, poiché potrebbero stimolare le contrazioni uterine causando un aborto.
Significato della kalanchoe

La kalanchoe è una pianta associata al sorriso e alla felicità. Anticamente, era definita il “talismano della felicità e veniva donata come auspicio di prosperità.

Oggi regalare questa piantina rappresenta un bel modo per augurare il bene della casa, specialmente se è stata appena inaugurata. Può essere un pensiero molto gradito soprattutto per le persone molto occupate, che hanno poco tempo a disposizione, giacché la kalanchoe non richiede cure o attenzioni particolari.

SANSEVIERIA

Le SANSEVIERIA sono piante ornamentali sempreverdi di grande bellezza dovuta principalmente alle foglie lucide e carnose di un bel verde che può presentarsi in svariate sfumature.
Le S. possono essere di 2 tipi: piante con foglie diritte e lanceolate e piante che si sviluppano a forma di rosetta.

GENERE Dracena

FAMIGLIA Liliacceae

DESCRIZIONE
E’ una pianta la cui popolarità è dovuta a molteplici fattori: le ridotte dimensioni, la relativa faciltò di coltivazione, e per una caratteristica del tutto particolare: purifica l’aria.

Sansevieria o sanseveria? È questo, molto spesso, il primo dubbio di chi si riferisce a quella splendida pianta sempreverde in grado di ripulire l’aria e, proprio per questo, molto in voga tra coloro che desiderano un po’ di verde in casa propria.

COLTIVAZIONE La sanseveria è una pianta grassa da appartamento dagli splendidi colori.

Producendo ossigeno 24 ore al giorno è una delle migliori piante per combattere l’inquinamento dell’aria.

Appena acquistata è necessario travasarla.

Questa è una pianta che si adatta a tutti i tipi di terreno quindi prendiamo un vaso non eccessivamente grande e poniamo sul fondo dell’argilla espansa per il drenaggio, quindi i il terriccio universale, o quello adatto alle piante grasse.
Periodicamente è bene concimare con concime liquido.

Collochiano la pianta in prossimità di una fonte di luce senza però esporla direttamente ai raggi solari, in un luogo in cui la temperatura non scenda mai sotto i 15°C.

Potremo annaffiare la nostra pianta solo quando avremo notato il terriccio secco, circa una volta ogni 2 settimane senza mai abbondare.

Molto importante è pulire periodicamente le foglie per permettere ai pori di liberarsi e migliorare la fotosintesi della pianta. Possiamo utilizzare un panno umido oppure la parte viva della buccia di banana.

Per propagarla partiamo da una talea.

Procediamo poi a tagliarla orizzontalmente a pezzettini. Dovremo poi farla seccare per circa 3 giorni per permettere alle parti vive di radicare prima di essere interrate.

Poi prendiamo una vaschetta e inseriamoci della argilla e del terriccio universale e inseriamo tutte le foglie. Inumidiamo il terreno e il gioco è fatto!

SPECIE PIU CONOSCIUTE

a) S.FASCIATA (detta anche LINGUA DI SUOCERA)

ph by Mire Gaia

b) S. HAHNII a forma di rosetta con ampie foglie

c) S. CILINDRICA

d)S. GRANDIS Originaria della Somalia è una pianta epifita (ha solo radici aeree e cresce fissata ad un supporto.

e) S. LIBERICA

f) S. SCABRIFOLIA

sanseveria sansevieria consigli e cure

NON DIMENTICARE…

Concima con un concime liquido completo per piante verdi (con macro e micro elementi) una volta al mese, ma solo in primavera ed estate.

Ricorda che è una pianta tossica per cani e gatti, quindi non lasciarla alla loro portata.

Utlizzare un vaso proporzionato all’altezza della pianta di dimensioni non eccessive. Optate per vasi di terracotta.

LEWISIA

Il cotiledone di Lewisia è una specie di pianta fiorita della famiglia Montiaceae conosciuta con il nome comune Siskiyou lewisia e cameriere di scogliera. È originario del sud dell’Oregon e della California settentrionale, dove cresce nell’habitat montano roccioso subalpino. (cit. Wiki)
E’ una pianta che, pur essendo di modeste dimensioni, produce fioriture molto vistose e coloratissime, ancor più apprezzabili perché in primavera sono fra le prime a comparire in giardino. Alla fioritura primaverile può far seguito una seconda fioritura autunnale.

Gli ibridi di Lewisia cotyledo risultano essere tra i più coltivati.
Le corolle possono variare dalbianco puro all’arancione salmone, passando per le molte sfumature di rosa.

Foglie: di colore verde scuro, spesse e succulente, sono organizzate in rosette raggruppate in ciuffi.
Fiori: semplici ma anche ricchi, con un diametro di 3-4 cm, riuniti in infiorescenze non troppo fitte portate da steli ramificati.
Irrigazione: non serve esagerare con l’apporto idrico che, anzi, rischia di essere dannoso se non è costante e moderato. I periodi in cui si devono intensificare gli interventi sono la ripresa vegetativa stagionale e la fioritura, quando la pianta richiede una maggiore disponibilità di nutrimenti.
Manutenzione: Difficilmente attaccabile da malattia, è necessario avere l’accortezza di preservarla dal calpestio
Come scegliere: preferire piante con un solo fiore aperto.

Se abbiamo deciso di coltivarla in vaso dovremo procurarci un contenitore munito di forellini sul fondo per la fuoriuscita dell’acqua in eccesso. Sarebbe consigliabile mettere delle palline di argilla espansa o dei sassolini per facilitare ulteriormente il drenaggio. I ristagni idrici sono pericolosissimi per la salute della pianta. Ovviamente in caso di precipitazioni intense non irrigheremo e ci preoccuperemo di spostare il vaso all’interno in luogo riparato.

Come prendersi cura della lewisia

La Lewisia può essere coltivata si nei giardini rocciosi che in vaso si può coltivare a partire da una giovane piantina acquistata presso il vivaista di fiducia, che ci saprà consigliare sia sulla varietà scelta che sulle cure da assicurare.
Il ph del terreno dovrebbe essere tra 6,8 e 7.
La moltiplicazione avviene sia per seme che per talea, prelevando un rametto da un esemplare già sviluppato ed ottenendo una Lewisia perfettamente uguale alla pianta madre. Il periodo migliore per effettuare questa operazione è l’inizio dell’estate, nel mese di Giugno. Dopo aver aspettato che la giovanissima piantina abbia prodotto le prime radici, potremo trasferirla in un vasetto. Periodicamente rinvaseremo la pianta, regolandoci con la grandezza del vaso ed eseguendo l’intervento quando le rosette occupano completamente il contenitore. Se invece abbiamo deciso di metterla a dimora, il mese ideale è Aprile, quando siamo sicuri che non si ripresentino gelate.

GRAPTOPETALUM BELLI

Originarie dell’America Centrale, le Crassulaceae, sono piante grasse che si prestano particolarmente anche ad essere utilizzate per giardini rocciosi.

IL GRAPTOPETALUM è una delle varietà di crassulaceae  tra le più diffuse.
Le foglie spesse, succulente, acquose e i fiori raggruppati in piccole ombrelle sorrette dallo stelo sono caratteristiche della specie.

Si contano  diverse varietà di Graptopetalum:

Ametistinum che sembra un piccolo arbusto, con foglie di colore grigio-blu

Pachyphyllum simile alla varietà precedente ma con le foglie bianche

Paraguayense dalle foglie bianco-grigie e con i fiori bianchi

Graptopetalum bellum, una pianta grassa ideale per gli interni che si caratterizza per i fiori rosa intenso o rossi  che sbocciano in primavera.

La Graptopetalum bellum è una specie quasi acuale, con le foglie riunite in rosette compatte che misurano dai 3 agli 8 centimetri, con la lamina fogliare grigio-verdastra. La Graptopetalum bellum è una varietà piuttosto facile da coltivare.
Ama le posizioni luminose, ma non va esposta direttamente ai raggi del sole, e i terreni fertili e ben drenati. Va innaffiata con moderazione solo durante la stagione vegetativa e il terriccio deve essere mantenuto quasi asciutto nei mesi invernali; non va esposta a temperature inferiori ai 7°C.

Nel periodo vegetativo (primavera)  va somministrato ogni 15 gg un fertilizzante liquido diluito nell’acqua di annaffiatura, cercando di non bagnare direttamente la pianta. La Graptopetalum bellum si riproduce per seme oppure facendo radicare le rosette laterali che si sviluppano alla base della pianta madre su sabbia quasi asciutta. Teme gli attacchi del ragnetto rosso, che produce macchie marroni sulle foglie.

Spine e poesia

“Ho piantato il cactus, l’agave, il carrubo.

Tenacemente nel mio profondo di lava.

L’agave col suo abbraccio materno frena il bianco furore della montagna.

La rupe, ammasso immenso di furore concentrato, sbatte sull’azzurro implacabile cielo.”

GOLIARDA SAPIENZA (1924-1996)

SEDUM

SEDUM

Il Genere  Crassulaceae  comprende molte succulente erbacee dell’emisfero settentrionale resistenti al freddo e all’umidità, oltre a specie di origine messicana più difficili da coltivare nei climi TEMPERATI.
FIORITURA
I sedum si distinguono per la molteplicità delle forme con foglie carnose spesso colorate. Solitamente hanno fusti striscianti o ricadenti.
I fiori sono piccoli a forma di stella  e compaiono in estate.
COLTIVAZIONE
La maggior parte dei Sedum desidera ESPOSIZIONE SOLEGGIATA ma cresce bene anche all’ombra, in posizione luminosa. Alcuni sono rustici e crescono bene all’aperto anche nel nostro clima (ad esempio S. spectabile).
E’ necessario che il substrato sia ben drenato.
Le concimazioni, molto diluite, si effettuano in primavera estate (due o tre volte).
Poiché il Sedum è una pianta i cui  fusti e le cui foglie si rompono facilmente bisogna bisogna porre molta attenzione durante i rinvasi che devono essere eseguiti solo se è assolutamente necessario.

COLTIVAZIONE

In merito all’irrigazione non è un operazione così frequente da fare. Seppure è necessario rispettare le sue esigenze in merito esposizione solare è bene scegliere un posto in cui la pianta sia ben esposta. Per quanto riguarda gli accorgimenti di cui la pianta necessita si può affermare che non ha particolari necessità. Può quindi crescere senza un controllo continuo a differenza di altre piante.

Sedum palmeri
Originario del Messico, questo piccolo arbusto  raggiunge circa i 20 cm. ed ha steli nudi,  sulla sommità dei quali spunta una rosetta di foglie verde-azzurro,  I fiori color arancio si presentano in infiorescenze pendule.

Sedum pachyphyllum
E’ una pianta succulenta di piccole dimensioni di originaria del Centro America. Non richiede eccessive cure e non necessita di particolari attenzioni nel substrato. Grazie alla sua facilità riproduttiva permette di riempire in poco tempo anche i vasi più grandi.

I nuovi tronchi di rami radicano facilmente sui nuovi “cespugli”. Lo stesso dicasi delle foglie che si staccano dal rametto e cadono a terra. Questo permette la proliferazione nello spazio disponibile in breve tempo.

Sedum rubrotinctum
Simile al  S. pachyphyllum, possiede rami sottili, striscianti e foglioline tozze, grasse, con gli apici bruno-rossicci.
Con l’arrivo dei primi freddi autunnali  può diventare del tutto rossa.

Questa loro resistenza alle condizioni climatiche estreme permette loro di crescere nei posti più angusti come le insenature delle pietre o in zone molto aride e a sole pieno. Ovviamente la coltivazione in vaso è altra cosa e vanno seguite semplici regole.

Sedum spectabile’Brillant’

Pianta perenne  dal fogliame piuttosto vistoso ama un’esposizione soleggiata e  un terreno ben drenato.
Fiorisce nel periodo agosto-settembre con corolle vistose tinte nelle varie tonalità del rosa.

Sedum weinbergii (anche chiamato Graptopetalum paraguayense) 

Ha fusti ricadenti, nudi, in fondo ai quali spuntano rosette di foglie azzurre e lucenti. I fiori, verdi e bianchi, spuntano alla fine dell’inverno.
Le rustiche specie di Sedum possono essere associate in roccaglie o cassette. per dar vita a interessanti composizioni perenni ravvivate in estate dalle infiorescenze giallo-zolfo.